Resistenza: come migliorarla e aumentarla quando corri

Tempo di lettura: 3 '
  • Come aumentare la resistenza
  • Tempi e velocità, due elementi imprescindibili
  • Cibo e riposo, le chiavi per migliorare
  • Questione di tecnica

Per migliorare la resistenza quando si corre cosa bisogna fare? Interrogativo interessante per chi corre, una vera e propria pietra filosofale per molti appassionati di running come te. Aumentare la resistenza è sempre un focus molto importante e spesso deriva solo da una parola: costanza. Negli allenamenti, nelle sane abitudini legate al riposo e al cibo, nei comportamenti quotidiani. Per vedere progressi sulla resistenza molto dipende anche da come si impostano le sessioni e dal tipo di corsa.

Come aumentare la resistenza

Prima di inquadrare come si aumenta la resistenza nella corsa, è bene osservare il tuo livello attuale di preparazione. Niente “troppo e subito”, bensì è sano e realistico attuare la cosiddetta “politica dei piccoli passi“. Che cosa vuole dire? Allenamenti costanti per aumentare le tue basi aerobiche, ossia quanto ossigeno viene utilizzato dai tuoi muscoli e rinforza quest’ultimi. In questi casi la costanza “less is more”. Più che un mantra, la soluzione ideale, tralasciando – per il momento – la velocità.

Questione di costanza e vigoria

Sembra una cosa cosa ovvia ma per correre di più, devi correre sempre di più. In che senso? Aumentando la distanza o il tempo di percorrenza. Esempio, puoi allungare le tue corse di 0.5 o 1.0 km alla volta o di 5-10 minuti in più corsa dopo corsa. Per prepararsi ad un percorso come una mezza maratona o una intera, l’allenamento dovrebbe essere il 30-50% della distanza totale. Niente partenze a razzo, perché poi c’è il rischio di terminare la corsa molto affaticati. Anche in questo caso, le regole auree sono due: mantieni il ritmo costante e metti sempre avanti la resistenza alla velocità.

Tempi e velocità, due elementi imprescindibili

Mai sentito parlare di Tempo Run? Se non è così, ecco alcuni dettagli utili. La Tempo Run, per dirla in italiano “corsa a ritmo medio-veloce“, è un allenamento breve a ritmo sostenuto che ti aiuta a migliorare il metabolismo, spostando in alto il limite della tua soglia anaerobica. In sostanza ti aiuta a migliorare la capacità del muscolo di bruciare glicogeno e grassi, ritardando l’insorgere dell’acido lattico e di conseguenza la stanchezza. La durata di questi allenamenti dovrebbe variare in relazione al tuo livello di running: 20-40 minuti per i runner alle prime armi, 60 per i runner più avanzati. Attenzione sulla tematica del ritmo: va bene la velocità, ma non che tolga il respiro. Bene che sia sostenuto, in questo modo puoi reggerlo per tutta la sessione.

Cibo e sonno, le chiavi per migliorare

Se corri e vuoi aumentare la tua resistenza, il 55-65% del tuo apporto calorico deve provenire dai carboidrati. Piano con i festeggiamenti a base di pasta, perché non è questo quello di cui si parla. I carboidrati, come macronutriente, non si trovano solo in pasta, pizza e questo genere di prodotti. Li trovi nei legumi, ad esempio. Certo, se ti attende una corsa lunga è fondamentale per assicurarti la giusta riserva energetica per ricoprire i chilometri prefissati. Sempre meglio alimenti con carboidrati complessi, anziché raffinati o contenenti zuccheri. Il motivo è presto detto: non hai bisogno di cibo che ti faccia impennare in maniera spropositata i livelli di glicogeno nel sangue, perché dopo i picchi sono sempre seguiti da cali molto robusti.

Non resistere alla tentazione di riposarti

Con carichi aumentati, il riposo diventa cruciale, così come i recuperi durante le varie sessioni. Stretching importantissimo post corsa, ma soprattutto le ore di sonno diventano importantissime per ricaricarti al meglio in vista dell’allenamento successivo. Dettaglio che può fare la differenza: nei 30 minuti post sessione, cerca di fare un pasto o mangiare uno snack a base di proteine e carboidrati: assorbirli sarà un gioco da ragazzi.

Questione di tecnica

Come in tutti gli sport, dopo una bella base atletica, lavorare sulla tua tecnica di corsa ti renderà un corridore più energico e soprattutto efficiente. Quali sono le caratteristiche per una buona tecnica di corsa? Posizione eretta, appoggio dei piedi vicini al centro di gravità e ritmo di 170/180 passi al minuto. Poi, per correre in maniera più leggera, occhio sempre al peso: anche questo significa correre in maniera più efficiente.

Vieni a scoprire nel club Show più vicino a casa tua, come possiamo migliorare le tue performance in termini di corsa e non solo. La prova è senza impegno, gratuita, ma soprattutto personalizzata per le tue esigenze di runner. Scopri come una corsa più attiva, sana e felice è possibile, ma soprattutto facilmente accessibile.

La dieta per dimagrire in salute con il tuo fisico

Tempo di lettura: 7 '
  • Diete giusta, la bellezza della scelta
  • Chetogenica, un bene per la tua salute?
  • Detox, i punti di forza e le aree di miglioramento
  • A zona, perché si e perché no
  • La dieta mediterranea, un pezzo della nostra cultura
  • Un workshop per mettere a confronto diete e stili di alimentazione

La dieta perfetta esiste? Interrogativo che tormenta da sempre chi è alla ricerca della formula giusta per perdere peso in modo sano. Di certi, noi cittadini dell’Europa del sud, siamo fortunati. La dieta mediterranea è patrimonio immateriale dell’umanità secondo l’Unesco. Già da questo dettaglio si può capire la ricchezza della nostra dieta rispetto ad altri stili alimentari in giro per il mondo. Con questo articolo analizzeremo i pro e i contro degli stili di alimentazione più indicati per te.

Dieta giusta, la bellezza della scelta

Quante volte su internet leggi di articoli dedicati a questo genere di contenuti? Spesso la parola dieta si associa al tema moda. C’è stato il periodo, complice la grande forma espressa da Kate Middleton, compagna e futura moglie del principe William del Regno Unito, in cui ha spopolato la Dukan, un modello che comporta l’eliminazione quotidiana di alcuni gruppi alimentari fra i quali frutta e cereali.

Oltre alla Dukan, anche altri programmi volti al dimagrimento hanno riscosso l’attenzione di esperti e neofiti. Chetogenica, detox, a zona, mediterranea, gli esempi sono molti. Eppure su ognuno di questi programmi si leggono e si raccontano tanti luoghi comuni. Cerchiamo di sfatarli insieme.


Chetogenica, un bene per la tua salute?

La dieta chetogenica è un programma alimentare caratterizzato da grandi livelli di grassi e basse concentrazioni di carboidrati. Negli anni l’interesse nei suoi confronti è cresciuto, soprattutto in ragione della capacità di favorire una perdita di peso in tempi brevi. Ma spesso la fretta è una cattiva consigliera! Affidandoci al vecchio adagio “chi va piano, va sano e va lontano” resta poco chiaro un aspetto: può, la dieta chetogenica, risultare una soluzione anche per un trattamento dell’obesità basato sulla correzione dei comportamenti alimentari e dello stile di vita?

Ni, perché può essere una soluzione solo a patto di seguire le indicazioni provenienti dalla comunità scientifica ed evitare il «fai-da-te». La dieta chetogenica è basata sull’assunzione di un’alta percentuale di grassi (44% dell’apporto energetico giornaliero) a scapito di carboidrati (all’incirca 30 grammi al giorno, pari al 13% dell’apporto energetico giornaliero) e proteine (43%). Se adottata per un periodo limitato di tempo, riduce l’appetitoinduce la perdita di peso e migliora il tono dell’umore.

È un regime alimentare semplice da seguire?

Niente affatto. Questo regime alimentare induce una condizione metabolica che si definisce “chetosi fisiologica“. Di che si tratta?  I corpi chetonici, dei derivati dei lipidi, sintetizzati dal fegato – acetone, acetoacetato, D-Beta-idrossibutirrato – “nutriscono” il cervello. Quando gli zuccheri vengono ridotti, infatti, le cellule traggono energia dai grassi. Tutte, tranne i neuroni, che hanno bisogno dei corpi chetonici. In genere la chetosi si raggiunge dopo aver seguito per un paio di giorni una dieta caratterizzata da un apporto giornaliero di carboidrati compreso tra 20 e 50 grammi.


Detox, i punti di forza e le aree di miglioramento

Quante volte hai ascoltato che fare una dieta disintossicante può essere utile in alcuni periodi dell’anno, tipo post Natale e Pasqua? Post vacanze estive? La Dieta Detox, in questo senso, può essere un buon metodo per disintossicare il corpo e rimettersi in forma. Certo, la disintossicazione è da sempre un concetto poco rapido. Al contempo, quando disintossichi il tuo corpo significa aumentare i livelli di energia, migliorare la digestione e contribuire a perdere qualche chilo di troppo. Anche se può apparire come una dieta lampo (no a cereali, alcol, latte e zucchero), disintossicare non significa perdere rapidamente peso.

Dieta disintossicante: ecco cosa evitare

  • Alcol
  • Fumo
  • Prodotti lattiero – caseari (eccetto mezza tazza di yogurt zuccherato con acidophilus ogni giorno)
  • Zucchero, miele, sciroppo d’acero, dolcificanti artificiali
  • Caffè
  • Cereali e frumento (pane, biscotti, dolci e pasta), segale, orzo, avena, farro e riso
  • Frutta secca

Cosa includere nel piano alimentare

  • Frutta (qualsiasi)
  • Verdura (qualsiasi)
  • Pesce: fresco
  • Carne magra rossa e pollo (senza pelle)
  • Legumi: secchi o in scatola, come fagioli, ceci e lenticchie
  • Uova, preferibilmente biologiche
  • Olio d’oliva (preferibilmente extravergine)
  • Noci
  • Semi: sesamo crudo e non salato; semi di zucca e di girasole
  • Tè verde, bianco, nero debole (decaffeinato)
  • Acqua: da uno a tre litri al giorno

Bada bene! Fai sempre attenzione a dosare bene le quantità degli alimenti, assumendo la giusta dose di calorie giornaliere. Disintossicarsi non vuol dire affamarsi, bensì alleggerire il carico di lavoro degli organi adibiti per depurare l’organismo!

Per le donne in gravidanza o che allattano, anziani, chi soffre di pressione alta, sottopeso e senza l’assenso del proprio medico, non immergersi in regimi dietetici disintossicante.


A Zona, perché si e perché no

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Dieta a zona SI

La dieta a zona considera il cibo come uno dei più potenti farmaci a disposizione per dimagrire. Per chi segue questo metodo, è indispensabile rispettare le quantità e i momenti alimentari predefiniti. Tale considerazione non si discosta molto da una visione più semplicistica di dieta equilibrata alla quale dovremmo fare tutti riferimento per una corretta vita in forma. Ma ciò che ha reso davvero molto famosa la dieta a zona è la sua grande vantaggiosità nel contrastare il sovrappeso, ponendo degli obiettivi a ciascun soggetto.

Alimenti consigliati:

  • Verdura (ad eccezione di patate, carote e barbabietole)
  • Frutta (ad eccezione di quella dolce come banane, fichi, uva)
  • Carne bianca
  • Pesce
  • Uova
  • Legumi
  • Olio extravergine d’oliva
  • Noci, nocciole, pinoli
  • Avocado
  • Olio di pesce

Alimenti sconsigliati o da limitare fortemente sono:

  • Pasta
  • Pane
  • Riso
  • Cereali raffinati
  • Zucchero
  • Dolci
  • Succhi di frutta
  • Bibite gassate
  • Alcool
  • Caffeina
  • Formaggi grassi
  • Carni rosse

Dieta a zona NO

Primo punto: la dieta a zona è decisamente iperproteica e dunque può portare con sé, soprattutto se protratta per intervalli di tempo molto lunghi, una serie di svantaggi troppo sbilanciati verso le proteine, con conseguenti problemi a reni e fegato che vanno in sovraccarico.

Uno dei principi fondamentali su cui si basa la dieta a zona è l’equilibrio tra i tre macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) per raggiungere uno stato fisico e mentale ottimale. La criticità dell’equilibrio dei macronutrienti è proprio di natura energetica. Secondo questo programma infatti, in ogni pasto si dovrebbero assumere le giuste porzioni di macronutrienti, e il loro rapporto deve essere 40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi.

Con queste regole l’apporto energetico di tale dieta risulta sempre troppo basso, anche rispetto ad una dieta Mediterranea ipocalorica. Questo svantaggio si amplifica ulteriormente in soggetti che effettuano sport ad alta intensità e prolungato, provocando in alcuni casi una diminuzione della massa muscolare. Quindi non facendo un’analisi del metabolismo basale e del fabbisogno energetico di ogni individuo, risulta sempre scarsamente equilibrata, e poco soggettiva.

Sulla quantità non definita di frutta e verdura, invece, si basa la seconda criticità della dieta. Un’assunzione poco controllata di frutta e verdura, porta ad un apporto di fibre e molecole anti-nutrizionali spesso eccessivo; nonostante i molti benefici che si possono trarre dall’abbondanza di frutta e ortaggi, l’eccesso delle suddette molecole può comportare effetti collaterali quali: diarrea e riduzione dell’assorbimento di certi sali minerali molto importanti per l’organismo.



La dieta mediterranea, un pezzo della nostra cultura

La dieta mediterranea è più di uno stile di vita o una semplice lista di alimenti: è patrimonio immateriale dell’Unesco. Sulla base di questo aspetto, l’analisi della piramide alimentare mediterranea è presto fatta. Alla base ci sono tante verdure, un po’ di frutta e cereali, meglio se integrali. Risalendo ecco il latte e alcuni suoi derivati a basso contenuto di grassi, come lo yogurt, con 2-3 porzioni da 125ml. L’olio extravergine di oliva è essenziale, va consumato senza esagerare, ma forma parte della nostra tradizione culinaria, al pari di cipolla, aglio, spezie ed erbe aromatiche. Altri grassi buoni, oltre a quelli dell’olio, ce li fornisce la frutta a guscio e le olive, in una o due porzioni da 30 grammi.

Un passo sotto il vertice della piramide alimentare ecco i cibi da consumare settimanalmente con un alto apporto di proteine. Da favorire pesce e i legumi con almeno due porzioni alla settimana ciascuno, pollo con 2-3 porzioni, le uova da 1 a 4 la settimana, i formaggi non più di un paio di porzioni da 100g, 50g se sono stagionati. Sul tetto della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione: due porzioni o anche meno a settimana per le carni rosse (100g) mentre quelle processate (affettati, salumi ecc..) sarebbero da consumare con ancor più attenzione (una porzione a settimana da 50g o anche meno). Infine i dolci, da consumare il meno possibile.

Il fabbisogno energetico varia in base:

  • Al metabolismo basale, (il consumo di energia del nostro corpo a riposo) a ciò che mangiamo (alcuni alimenti richiedono più energia per essere “scomposti”)
  • All’età
  • All’attività fisica quotidiana

L’energia deriva dai macronutrienti (glucidi o carboidrati, protidi o proteine e lipidi o grassi) con la seguente ripartizione:

  • 45–60% di Glucidi prevalentemente complessi (amidi dei cereali)
  • 10–12% di Proteine, 0,9g per kg di peso corporeo
  • 20–35% di Grassi con una percentuale inferiore al 10% di grassi saturi

Negli ultimi anni sono stati pubblicati molte ricerche che danno importanti segnali dell’esistenza di un rapporto causale tra la Dieta Mediterranea e la riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari, tumori ed altre patologie gravi.


Un workshop per mettere a confronti diete e stili di alimentazione

Dopo aver raccontato il gonfiore addominale in tutte le sue forme, ora si passa al confronto tra diete. Qui ne abbiamo raccontata qualcuna, ma il 16 marzo verranno vivisezionate a fondo. Ogni dettaglio, ogni punto di forza, ogni punto di debolezza, ogni pro, ogni contro, tutto quello che c’è da sapere su ogni programma alimentare, vieni a scoprirlo insieme al nutrizionista Dott. Pierpaolo Pavan. Quando? Il prossimo 16 marzo 2022 all’interno della sede Show de La Ghirada, a Treviso in via Nascimben 1/b, a partire dalle ore 21.00.

(Quanto hai letto è ESCLUSIVAMENTE a titolo informativo e non intende sostituire il parere del medico, nutrizionista o dietista. L’intervento di questi professionisti è sempre necessario per la prescrizione e composizione di programmi e terapie alimentari personalizzate.)

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Gonfiore addominale – L’alimentazione ideale per la pancia piatta

Tempo di lettura: 6 '
  • Introduzione
  • I tipi di pancia
  • Il gonfiore addominale: di che cosa si tratta
  • Come sgonfiare la pancia, trucchi tra palestra e tavola
  • Due workshop dedicati al gonfiore addominale e al dimagrimento

Nelle ricerche su internet, il gonfiore addominale è tra le parole maggiormente cercate quando si pensa alla parola dimagrimento. Curioso. Non alimentazione sana, men che meno esercizio fisico o sport. Proprio “gonfiore addominale”. Come se bastassero le due parole per comprendere come fare a ridurlo. In questo articolo ti forniremo spunti teorici e pratici per abbattere l’immagine allo specchio di una pancia gonfia.

I tipi di pancia

Per trattare qualsiasi tipo di pancia sono necessarie due azioni: nutrizionali e motorie. Vediamo rapidamente i tipi di pancia.

Uomini o donne, poco cambia: la pancia o “pancetta” che dir si voglia, può fare la sua comparsa in chiunque. Può essere di diverse consistenze, volumi e strutture. Ricordiamo che l’obesità addominale, soprattutto viscerale, è uno dei più probabili fattori di rischio per patologie metaboliche, coronaropatie, aterosclerosi, ischemie cardiache e cerebrali, invalidità.

Pancia pre-diabetica o tipo A: perlopiù flaccida e voluminosa

L’alimentazione e l’allenamento vanno personalizzate in stretta collaborazione tra medico e personal trainer, in modo di permettere un dimagrimento coerente con gli obiettivi desiderati, rieducando il fisico alla alla sensibilità insulinica.

Pancia epato-digestiva o tipo B: grasso compatto, sporgente e dilatata

Consigliabile svolgere attività aerobica. Flessibilità per ridurre l’iperlordosi, mentre per dare beneficio a livello viscerale il massaggio può essere una scelta vincente, grazie alla respirazione diafframatica. A

Pancia metabolica o tipo C: grasso flaccido, tipico di chi si alimenta in malo modo

Allenamenti personalizzati e mirati per non stressare le articolazioni, cercando di rinforzare muscolarmente tutto il corpo. Il regime alimentare è importantissimo per raggiunge un’adeguata ricomposizione corporea.

Pancia colica o tipo D: addome teso e voluminoso, dovuta a meteorismo, gonfiore addominale, accumulo di gas nello stomaco

Inquadramenti motori e alimentari sono molto importanti, con esercizi dedicati alla respirazione, oltre a quelli citati sopra. Non mangiare alimenti che possono provocare accumulo di gas enterici, come la birra ad esempio.

Pancia post-menopausale: tipica delle donne in età non più fertile

Cambiamenti dell’equilibrio ormonale, riduzione dei livelli di estrogeni e conseguente aumento del testosterone. La pancia post-menopausale è tutto tranne che da sottovalutare. Dieta ipocalorica, fino al raggiungimento del peso forma ideale e allenamento sempre personalizzato, volto a mantenere intatta l’efficienza metabolica e il consumo energetico, nonché le funzioni respiratorie e cardiovascolari. L’incremento della massa muscolare, la forza, le capacità coordinative e l’equilibrio sono altri fattori di grande rilevanza per limare questo tipo di pancia.

Il gonfiore addominale, di che cosa si tratta

Il gonfiore addominale è un disturbo molto comune. Non fa distinzione di sesso e men che meno di età, manifestandosi soprattutto dopo mangiato, con una sensazione di gonfiore e tensione addominale, che può essere accompagnata da una distensione delle pancia, oltre che da dolori addominali, nausea, mal di testa, flatulenza e crampi.

È un disturbo frequente e sintomo di disagio a livello gastrointestinale. Spesso è collegato ad un pasto abbondante, ma non è detto che il gonfiore sia dettato da problematiche di altra natura. Le cause possono essere di vario tipo. Intolleranze o cattive abitudini alimentari, stress, variazioni ormonali (nel caso delle donne) o disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Talvolta alcuni comportamenti possono originare gonfiore addominale come:

  • Mangiare troppo velocemente
  • Masticare poco
  • Mangiare e parlare contemporaneamente
  • Eccessivo consumo di gomme da masticare
  • Il fumo di sigaretta

Questi ultimi due punti inducono ad incamerare aria inconsapevolmente e sono altamente nocivi per il nostro fisico.

Come sgonfiare la pancia, trucchi tra palestra e tavola

Un addome gonfio e duro è brutto da vedere esteticamente, ma soprattutto porta inefficienze dal punto di vista fisico. L’aria nella pancia è tutto meno che positiva per il corpo, ma è pur vero che esistono dei rimedi e delle soluzioni per far si che non diventi un problema di cui preoccuparsi. Partiamo dall’alimentazione, con i cibi che fanno gonfiare o meno la pancia:

Alimenti poco consigliabili

  • Bevande zuccherate, gassate e alcolici (vini frizzanti e spumanti)
  • Succhi di frutta, perché contengono naturalmente zucchero (fruttosio) anche se sulla confezione riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”
  • Alimenti industriali molto lievitati come il pane in cassetta o mollica di pane
  • Salsa BBQ, maionese, ketchup, senape e altre salse elaborate
  • Frappè, frullati, panna montata e altri cibi ricchi di aria
  • Cibo con presenza rilevante di zuccheri semplici come torte farcite con creme, biscotti, meringhe, pasticcini, gelatine
  • Caramelle, gomme americane e altri alimenti con polialcoli all’interno come il sorbitolo, il mannitolo e l’xilitolo
cosa mangiare pancia gonfia

Alimenti consigliabili (con moderazione)

Moderazione ed equilibrio sono da intendersi sempre e comunque, ma soprattutto in caso di fenomeni di gonfiore intenso o meteorismo molto acuto.

  • Crucifere come rape, cavolo verza, cavolfiore, cipolle, cardi, peperoni, aglio, cavolo cappuccio, cavolo nero e viola, cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa, etc.
  • Ceci, fagioli, fave, lenticchie, soia, etc. senza buccia, frullati o passati nel passato di verdure.
  • Pane ben cotto, leggermente tostato o senza mollica, sostituti del pane come cracker e grissini, fette biscottate, etc. meglio se integrali.
  • Castagne
  • Frutta secca oleaginosa come nocciole, mandorle, noci, arachidi, anacardi, etc.
gonfiore addominale cause e rimedi

Alimenti consigliabili

  • Carne, sia rossa che bianca. Il pollame, meglio, senza la pelle, in quanto è la parte che contiene più grassi.
  • Pesce di tutti i tipi, con preferenza per il salmone e il pesce azzurro per l’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi omega-3.
  • Uova, tra le 2 e le 4 a settimana, non di più.
  • Formaggi stagionati
  • Latte e yogurt delattosati, latte fermentato.
  • Fermenti lattici
  • Cereali, variando la scelta tra riso, mais, miglio, frumento, avena, grano saraceno, etc.
  • Verdure
  • Frutta
  • Tisane ai semi di finocchio, aneto, cumino, menta, etc. senza aggiunte di zucchero. Possono essere efficaci nel ridurre il gonfiore addominale
alimentazione pancia piatta

A questo punto scopriamo gli esercizi ideali per sgonfiare la tua zona addominale.

Esercizio fisico per sconfiggere il gonfiore addominale

Sfatiamo subito una leggenda: svolgere infinite sessioni di addominali di due o tre giorni non ti aiuta a sgonfiare l’addome. Spesso si legge che l’esercizio fisico regolare, soprattutto se associato a una dieta corretta, previene e allevia il gonfiore intestinale, vero. In tanti spazi leggi che bastano 20-30 minuti al giorno dedicati a passeggiare o a pedalare in piano, oppure, se le condizioni fisiche lo consentono, alla camminata veloce o al jogging, per trovare giovamento ed eliminare il senso di gonfiore e di tensione addominale. Sono soluzioni molto parziali, che non entrano nel dettaglio e non suddividono, ad esempio, se il gonfiore addominale è dovuto ad infiammazione o viscerale.

Per curare l’infiammazione è ideale un allenamento cardio della durata di 30-35 minuti tra il 75 e l’85 per cento della frequenza cardiaca massima, volto a sfiammare. Strategia differente se il grasso è principalmente viscerale, con attività fisiche più brevi e intense ad intervalli che oscillano tra il 90% e il 65% della frequenza cardiaca massima. Inoltre, non sono da sottovalutare le componenti posturali, per “portare fuori” i visceri, con esercizi per lavorare sull’iperlordosi. Particolarmente indicati quelli che rinforzano core e il muscolo trasverso dell’addome. Inoltre il migliore modo per accelerare il metabolismo e di conseguenza bruciare più grassi sia durante l’allenamento, sia post sessione, è inserire una componente di pesistica nei programmi di allenamenti volti al dimagrimento e al raggiungimento della pancia piatta.

Due workshop dedicati al gonfiore addominale e dimagrimento

Per cercare di capire come puoi ottenere la pancia piatta, sconfiggere il gonfiore addominale e capire la dieta giusta per il tuo fisico, abbiamo pensato ad un doppio appuntamento all’insegna della cultura e della salute. Scopri cliccando nelle due locandine di che cosa parleremo, anche se i titoli che vedi qui sotto lasciano poco spazio ai dubbi 😉 Con il nutrizionista dott. Pierpaolo Pavan ci occupiamo dei comportamenti alimentari da tenere per raggiungere un dimagrimento coerente con i tuoi desideri. Il 9 marzo a Padova, il 16 marzo a Treviso, dal vivo o online, segui il workshop Show che preferisci.

workshop gonfiore addominale
workshop diete a confronto

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Pavimento pelvico: Esercizi per Rafforzarlo

Tempo di lettura: 5 '
  • Introduzione
  • Che cos’è il pavimento pelvico?
  • Il pavimento pelvico per Lei
  • Il pavimento pelvico per Lui
  • Gli esercizi per Lei
  • Gli esercizi per Lui

Cosa c’entrano gli esercizi per rafforzare il pavimento pelvico con il sesso? Bella domanda! Nel web se ne leggono di tutti i colori, soprattutto quando c’è la parola ‘sesso’ di mezzo. Si parla di posizioni, si parla di diete, si parla di rimedi e trucchi per far godere di più la lei o il lui di turno, ma quasi mai si racconta del ruolo fondamentale dell’esercizio fisco nella salute sessuale di ogni persona. E dire che sull’argomento c’è tanto da raccontare e soprattutto allenare!

Che cos’è il pavimento pelvico

Il pavimento pelvico è un distretto muscolare non molto conosciuto che per svariato tempo è stato sottovalutato dalla letteratura scientifica, ma che è di fondamentale importanza per la salute ed il benessere di donne e uomini.

Altro non è “un insieme di muscoli e legamenti che chiudono la parte inferiore della cavità addominale. La sua funzione è quella di mantenere gli organi pelvici (vescica, uretra, utero, vagina e retto nel caso della donna) nella posizione corretta. La parte più esterna è chiamata perineo ed è sostanzialmente la parte che poggia sul sellino della bicicletta“.

Il pavimento pelvico di Lei

La cura del pavimento pelvico è adatta a tutte le età. È l’ideale perché nel pavimento pelvico ci sono i muscoli protagonisti del piacere sessuale. Allenarli al meglio significa:

  • migliorare il tono muscolare
  • migliorare la contrazione orgasmica
  • aumentare il piacere orgasmico

Sesso, ma non solo.

In gravidanza, nel parto, ci possono essere casi di ipertono della zona pelvica, ovvero delle iper contratture della muscolatura che potrebbe causare dolori e lacerazioni proprio durante le spinte. In questo senso, la ginnastica pre e post parto negli ultimi anni ha fatto passi da giganti nella proposta di protocolli ed esercizi in grado di donare al pavimento elasticità e morbidezza.

Nel post parto, con un adeguato allenamento, i piccoli problemi di incontinenza dovuti ad eventuali traumi o stiramento dei tessuti possono essere completamente ridimensionati. Sempre in età fertile, ma anche in menopausa, delle sessioni specifiche su questa delicata porzione di corpo, possono ridurre i rischi di incontinenza urinaria o prolassi causati di un’ipotonia. Insomma allenarti è sempre un buon affare, a qualsiasi età.

Il pavimento pelvico di Lui

Il pavimento pelvico è presente anche nell’uomo e si estende dall’osso del pube fino al coccige. L’insieme di questi muscoli nel maschio sostiene la vescica e il retto ed ha un importante ruolo di controllo in quest’ultime due zone, oltre che in ambito sessuale. Inoltre, il pavimento pelvico fornisce stabilità al bacino, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio, coordinandosi con i movimenti del resto del corpo. I problemi causati da una zona pelvica poco allenata sono:

  • Incontinenza da sforzo
  • Incontinenza da urgenza
  • Gocciolamento postminzionale
  • Disfunzioni erettili
  • Eiaculazione precoce
  • Incontinenza fecale

Non il massimo se vuoi proporti come un’amante belligerante e pieno di buoni propositi prestazionali. Gli esercizi per il pavimento pelvico sono una grande soluzione per regalarti, e regalare, piacere e sensibilità al/alla partner di turno.

Gli esercizi per Lei e per Lui

La zona pelvica di una donna è da trattare con cura e la giusta attenzione, questo lo abbiamo capito. Nel campo del piacere sessuale, la differenza tra un pavimento allenato o meno aiuta a provare maggiore godimento e piacere durante l’atto. A questo punto che cosa può essere utile per mantenerlo sempre così tonico come desideri? La risposta è semplice: ginnastica pelvica.

Anche per il maschio, proprio come per la donna, ci sono esercizi e tecniche utili per migliorare la flessibilità, la forza e la resistenza della zona del perineo e del pavimento pelvico. Nel caso maschile, la ginnastica pelvica è l’ideale per potenziare o rinvigorire il tuo piacere sessuale. Ad esempio c’è un movimento estremamente semplice da provare ad eseguire anche a casa. Siediti o sdraiati in una posizione comoda, con i muscoli delle cosce, delle natiche e dell’addome rilassati. Cerca di stringere il muscolo attorno all’orifizio dell’anno, come se tu stessi trattenendo delle feci o dei gas. Fatto questo per alcuni secondi, rilassa. Ripeti questo movimento per esercitarti a trovare il muscolo corretto. Anche quando urini, un altro accorgimento, può essere quello di stoppare il flusso a metà e poi farlo ripartire. Attenzione, questo esercizio meglio farlo solo una volta a settimana.

Prone Bridge

È un esercizio che migliora la stabilità della schiena, rinforzando i muscoli profondi dell’addome in particolare il trasverso. Aiuta a prevenire il mal di schiena, tonificando l’addome. Tieni le braccia perpendicolari a terra. Espirando nella fase di salita, gira il bacino in modo da appiattire la parte lombare della schiena. Il livello di difficoltà del prone bridge aumenta in modo proporzionato all’allontanamento dei gomiti dal torace. Il consiglio per sentirlo ancora più penetrante nelle membrane muscolari. Strizza gli addominali, immaginando di portare l’ombelico dentro alla pancia, nella fase di salita.

Frog Squat

Esercizio che permette di rinforzare quadricipiti, glutei e adduttori stretchando i bicipiti femorali.
Posiziona i piedi ad un’altezza pari ad una volta e mezza quella delle spalle,con le punte leggermente extra ruotate. Unisci le mani e avvicina i gomiti in prossimità mediale delle ginocchia, Quando ti accoscia inspira, conservando la lordosi lombare. Successivamente, esegui espirando e la distensione delle cosce con lo sguardo in avanti.
Eseguire 3 serie da 10-12 ripetizioni, con una pausa di 60 secondi tra una serie e l’altra.

Ponte Glutei

Partendo da una posizione supina, poggia le braccia lungo la schiena e piega le gambe in appoggio a terra. Successivamente solleva da terra il bacino facendo attenzione a non alzare le spalle da terra.
Mentre porti il bacino in retroversione ricordati di controllare la respirazione, inspirazione ed espirazione. Immagina di avvicinare i piedi ai glutei ogni volta che esegui un sollevamento del bacino.
Se vuoi potenziare l’effetto dell’esercizio contrai i glutei una volta sollevati da terra.
Fai due serie da 10 ripetizioni.
Concediti 30 secondi di recupero tra una serie e l’altra.

Sex-ercise, allenamenti “hot” per il tuo San Valentino

Se sei cliente Show e ci ha dato fiducia nel tuo percorso legato all’esercizio fisico, in occasione della settimana di San Valentino, c’è Sexercise.

Di che cosa si tratta?

Un allenamento da aggiungere sul tuo percorso, focalizzato ad hoc sui muscoli del corpo più interessati durante la pratica sessuale, come quelli del pavimento pelvico. Dedicato solo a Te, che ci dai fiducia. E siccome parliamo di piacere di coppia, sarebbe un vero peccato non coinvolgere la persona che ami e che non conosce ancora Show. Per lei ecco una Sex-ercise di allenamento in regalo, personalizzata e dedicata sulle sue esigenze.

Per altri dettagli, clicca il tasto qui sopra e scopri gli esercizi ideali per il tuo sess…scusa, volevamo dire, gli esercizi ideali per il tuo pavimento pelvico.

Dimagrimento e motivazione, le strategie (vincenti) per perdere peso

Tempo di lettura: 5 '

Quanto è importante la motivazione in un percorso per iniziare a perdere peso in maniera sana e corretta?

Introduzione

Dimagrimento e motivazione a fine gennaio. La situazione? Quella di sempre. Il primo mese dell’anno è oramai agli sgoccioli e sembra tu stia già rinunciando a perdere quei chiletti di troppo che senti di avere. Vero?

Per la maggior parte di chi vuole dimagrire, i buoni propositi fatti a cavallo tra Natale e Capodanno, entro la fine di gennaio sono spesso grandemente ridimensionati, quando già non belli che dimenticati.

Sembra impossibile, eppure è proprio così: la motivazione e la grinta che ad inizio anno ti pervadeva, la voglia di spaccare la bilancia – nel senso positivo – oramai è sciolta come neve al sole. Come mai? Scopriamolo.

Dalla motivazione all’azione (e viceversa)

È semplice: perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

In parole differenti l’idea, l’ambizione, la voglia, il progetto si scontra con la realtà dei fatti. Tanti impegni, poco tempo, poca organizzazione operativa. Insomma la rinuncia ti sembra l’unica via percorribile. Eppure, perdere i rotolini nella pancia è il desiderio che ti frulla dentro di te da più tempo. Ed è un peccato non iniziarlo in questo mese!

Un peccato davvero! Si perché tu hai il diritto, e per certi versi anche il dovere morale nei tuoi confronti, di inseguire i tuoi sogni e di provare a realizzarli. Sei conscia/o che la vita, quella vera fatta di emozioni positive, nasce proprio dalla completa realizzazione del proprio potenziale. 

Può bastare qualche settimana di gennaio per riporre di nuovo nel cassetto i sogni e continuare con la solita routine? Se stai cercando un cambiamento in meglio, il dimagrimento e motivazione

Ora se quello che stai cercando è un cambiamento in meglio nella tua vita, c’è una cosa da fare: investi un po’ di tempo per te e il tuo cambiamento.

Coraggio, dimagrire richiede motivazione!

Dimagrire richiede motivazione. Semplice da scrivere, ovvio per nulla. Tra le migliaia di persone che intraprendono un percorso dimagrante, solo pochi ottengono e mantengono i risultati sperati.

Le ragioni? Tantissime e tutte diverse. Al tempo stesso, prima di proseguire, è necessario avere il coraggio di discriminare le cause reali dalle scuse, in gergo gli alibi.

Al netto di chiare esigenze mediche, il successo o il fallimento nei percorsi di dimagrimento è questione soprattutto di motivazione o di mancanza di motivazione. Per aumentare le chance di riuscita in ogni percorsa è importante un supporto, che rinfocoli la motivazione che hai in te.

I vari “vorrei ma non ci riesco”, “mi manca il tempo“, “ma come faccio non ho nemmeno il tempo di respirare”, sono comprensibili ma al tempo stesso significano “non sono sufficientemente motivato”. Che guaio! Piccola scoperta: la motivazione nasce solo da sé stessi. Aiuto rilevante: con una squadra di personal trainer in grado di motivarti e darti il buon esempio, gli stimoli aumentano a dismisura!

Motivo e motivazione, quali sono le differenze?

Quale è il motivo che ti spinge a voler dimagrire? Non basta solo la motivazione per dimagrire? Domande legittime a cui rispondere. Punto primo: motivo e motivazione sono tutto meno che parole comunicanti o sinonimi. Quando si parla di motivazione è l’energia che alimenta perseveranza e volontà, sgorga dal motivo o dalla causa per la quale si vuole dimagrire. Più importante è la causa, più ci sono possibilità che tu riesca a dimagrire e portare a termine il percorso legato al dimagrimento.

Il motivo, in fin dei conti, è una costante, il fulcro sul quale la tua motivazione, spesso variabile e frammentata nei momenti della tua quotidianità. La motivazione, per essere mantenuta e nutrita al meglio, non deve allontanarsi dalla sua sorgente. Che cosa significa? Focus sempre chiaro, nitido e prioritario, sempre focalizzato nel tempo.

Sapevi che la motivazione dipende dalla perfetta sincronia di vari componenti interni come il divertimento, l’empatia, l’autostima, logiche di tempo e di luogo, oltre a fattori esterni? Ti piacerebbe scoprire quali sono gli elementi più impattanti sulla tua motivazione quando decidi di dimagrire?

Se la risposta è “SI!” abbiamo pensato per Te ad un test motivazionale,”Da Domani Mi Muovo”. Pensato e creato atto apposta per trovare la chiave per aumentare la tua motivazione e capire quali sono i fattori preponderanti nella costruzione di quest’ultima quando decidi di intraprendere un percorso volto al dimagrimento.

Guardiamole assieme. a causa una instabilità emotiva, ovvero un mancato equilibrio psicologico.

Motivazione e dimagrimento, tutto una questione di equilibrio

Dimagrimento e motivazione vanno a braccetto con l’equilibrio emotivo. Spesso l’abuso di cibo e bevande è da legare a sintomi di instabilità anche emotiva. Lavorare su questo aspetto con lucidità, diventa un primo piccolo traguardo.

Le persone che vogliono dimagrire spesso lo fanno per il bisogno di piacere e prima ancora di piacersi. Certo, c’è chi lo fa anche per una questione “medica”, ma è una percentuale molto più bassa. A prescindere comunque dai chilogrammi e dai centimetri delle nostre circonferenze, dobbiamo sempre chiederci che considerazione abbiamo noi stessi, che tono dell’umore abbiamo tutti giorni.

Fatto questo, oltre a diminuire lo stress che percepisci di giorno in giorno, nella ricerca della giusta motivazione per dimagrire possono essere utili alcuni di questi accorgimenti che ti elenchiamo.

Dimagrimento e motivazione, le mosse vincenti

  • Consulta uno o più professionisti per ottimizzare la perdita di peso.  
  • Concentrati sul focus, cioè sul motivo o sulla causa dalla quale la motivazione prende forza. Se trascuri questo punto è molto difficile, per non dire impossibile, motivarti
  • Un dimagrimento sano previene l’insorgenza di patologie metaboliche, mantiene il corpo in forma e vivi meglio.
  • Assapora i miglioramenti day by day, senza ossessionarti sulla grande O, l’obiettivo finale. Concentrati sugli aspetti positivi del tuo percorso, festeggiandoli quando puoi con il tuo cerchio magico e goditi il cammino sempre e comunque.
  • Cerca di essere SMART. Cosa vuole dire? In poche parole, benvenuto realismo, ciao ciao sogni impossibili! Datti obiettivi specifici, misurabili, realizzabili, realistici e tempistici.
  • Dimenticati la parola “velocità” e inizia un diario in cui appunti sensazioni, numeri, parole chiave del tuo percorso.
  • Evita il perfezionismo, ama e apprezza il tuo corpo.  ·  Quasi ce lo scordavamo…allenati con metodo e guida. Insieme a qualcuno che si prende cura del tuo esercizio, anche il cammino verso le forme desiderate, assume un gusto differente. Più saporito, più condiviso, più divertente. Perché oltre le forma, cambia anche la sostanza: la tua vita!

Conclusione

Dimagrimento, ma soprattutto motivazione. Proprio per innestare cambiamenti nel tuo corpo e iniziare nuove abitudini nella tua vita è stato pensato il primo workshop Show del 2022.

Con la presentazione di “Domani Mi Muovo – L’inizio”, la seconda fatica opera letteraria dell’accoppiata Roberto Travan ed Annalisa Dorbolò, sei di fronte ad un progetto innovativo basato su una nuova cultura del movimento, dedicato a chi vuole recuperare la forma fisica dopo un periodo di inattività dovuto a infortunio, malattia o sedentarietà. Noi di Show Club sosteniamo questo libro utile a muoversi e coerente con il metodo delle 3F, quello con cui ti alleni ogni giorno all’interno dei nostri centri.

Quante volte ti sei ripromesso “Basta, ora si cambia e inizio a perdere peso”? Quante volte ti sei detto che da domani inizierai la dieta? Da domani mi muovo è un aiuto concreto per ritrovare energia, ritornare in forma e guardare alla vita in modo nuovo. In poche parole, per tradurre in realtà il buon proposito “da gennaio si cambia!”

Appuntamento il 31 gennaio all’interno della sede di Via Cappelli 20 a Padova e il 1 febbraio nel club Show della Ghirada di Treviso a partire dalle 21:00 fino alle 22:30. Per entrambi i workshop l’opportunità, oltre che da vivo, di assistere all’evento anche online in diretta streaming.

Dimagrimento e motivazione

Come motivarsi ad allenarsi in palestra?

Tempo di lettura: 6 '

Come motivarsi quando ti alleni è la grande differenza che fa del tuo percorso in palestra un vero successo

Introduzione

Come motivarsi quando decidi di iniziare a muoverti? Un bell’interrogativo, di grande attualità, se è vero che il sold out, in termini di iscrizioni nei centri fitness, avviene proprio con l’inizio del nuovo anno e in autunno.

Sono proprio questi i momenti in cui i buoni propositi sulla forma fisica toccano l’apice. È un rituale consolidato: compri tutto quello che serve per iniziare ad allenarti. Poi comincia il bello. Cerchi il club, il luogo che fa per Te oppure cerchi il programma per allenarti da casa. Diventi (quasi) esperta/o di programmi di allenamenti, tanto che parti fortissimo la prima settimana. La seconda mantieni il ritmo, anche se inizi a perdere qualche colpo in termini di voglia. Poi nelle settimane successive spuntano fuori impegni improrogabili tra divano, letto, tavola e molto altro. Insomma, per farla breve, inizi a saltare allenamenti. Nel frattempo, le scarpe iniziano ad impolverarsi, i vestiti comprati occupano il fondo dell’armadio, gli obiettivi che ti eri prefissata/o completamente in fumo e senti dentro di te di aver fallito anche questa volta il buon proposito che ti eri dato.

Allora modifichiamo la domanda iniziale e te la poniamo così: come motivarsi ad allenarsi quando l’entusiasmo iniziale sfuma? A questa domanda cercheremo di risponderti in questo articolo.

Poniti Obiettivi a Breve Termine

Qualsiasi sia il risultato che desideri raggiungere, quando si parla di benessere fisico e psicofisico, bisogna apprendere la “politica dei piccoli passi”. Soprattutto quando ti prefissi di raggiungere un determinato traguardo, tipo un peso forma specifico o la chiusura di una maratona in un determinato tempo, è fondamentale concentrarsi sui lievi, impercettibili, ma inesorabili, miglioramenti che il tuo fisico segnala. Ancora meglio: fissa traguardi intermedi per tenere il motore della tua motivazione sempre alto.

Controlla i tuoi progressi

Una buona strategia è appuntarti, in una sorta di diario di bordo, i numeri e le sensazioni – soprattutto – dei tuoi allenamenti. Cartaceo o online, poco cambia. Fallo alla tua maniera, ma con costanza. Così facendo mantieni sempre sotto controllo i tuoi progressi, “tocchi con mano” il percorso che stai compiendo, rivedi quanto hai fatto e immagina quello che ti resta da fare. Cerca di riconoscere i tuoi progressi, sempre.

Celebra le tue vittorie

Come motivarsi quando raggiungi un risultato? Fissi nuovamente un nuovo step da raggiungere, senza perdere troppo tempo in “festeggiamenti” o celebri il risultato facendoti un regalo o concedendoti una giornata di vacanza? Beh, è bene che tu sappia quanto può essere importante celebrare i propri successi. Premiarti significa volerti bene e ribadire come la tua ricerca nel migliorare il tuo benessere fisico è un qualche cosa che, sacrosanto, stai svolgendo per te. Pensa come monotonia e routine possano essere dei killer silenziosi per la tua motivazione. Al contrario i premi e le celebrazioni sono una scarica di positività per la tua motivazione.

Condividi i tuoi successi

“Happiness is real only when shared”, cioè la felicità è reale solo quando è condivisa. Parola di Christopher McCandless, protagonista del romanzo Into The Wild. Un monito che puoi fare tuo, condividendo obiettivi, percorso, risultati raggiunti con i tuoi amici e con le persone a te più care. In questo modo manterrai la soglia dell’attenzione sempre alta per non deludere le persone a te più amiche. Non dimenticare nemmeno la lezione di Aristotele in questo senso: “ciò che è espresso, rimane impresso”. Dai forza alla tua motivazione, dichiarando pubblicamente i tuoi obiettivi all’interno del cerchio magico di persone che vuoi bene.

Come motivarsi in solitaria?

Perché incorrere nella noia o in giornate no, quando sai che potresti allenarti con il supporto di professionisti in grado di guidarti e divertirti nel modo più giusto e corretto possibile? Già, “perché” ci viene da dirti. Siccome di risposte ne avremo tante da fornirti, ti diamo uno strumento per capire come motivarsi nel tuo approccio all’esercizio fisico.

Sapevi che la motivazione dipende dalla perfetta sincronia di vari componenti interni come il divertimento, l’empatia, l’autostima, logiche di tempo e di luogo, oltre a fattori esterni? Ti piacerebbe scoprire quali sono gli elementi più impattanti sulla tua motivazione?

Se la risposta è “SI!” abbiamo pensato per Te ad un test motivazionale,”Da Domani Mi Muovo”. Pensato e creato atto apposta per trovare la chiave per aumentare la tua motivazione e capire quali sono i fattori preponderanti nella costruzione di quest’ultima.


Due minuti del tuo tempo per compilarlo e ricevere istantaneamente un report con i consigli personalizzati del nostro team di esperti. In più per te, un ulteriore opportunità e avrai la possibilità di iscriverti al primo workshop Show dell’anno “Da Domani Mi Muovo” pensato per aiutarti ad essere al top della motivazione in questo 2022.

Divertiti, godi motivandoti

Quante volte ti capita di procrastinare il giorno e l’orario della sessione che ti eri prefissato di fare in precedenza? Come motivarsi in questi casi? Partiamo dal presupposto che può capitare di sentirti con meno motivazione addosso di tanto in tanto: sei un essere umano anche tu. Non tutti i giorni sei sempre al top. L’abbassamento di motivazione o la procrastinazione, non te lo nascondiamo, spesso sono un segnale comune a tanti. Ecco perché allenandoti con il supporto di un esperto, come un personal trainer, puoi assaporare maggiormente il percorso e intimamente gioisci di più dei risultati raggiunti, dimenticandoti del tutto la parola “noia”. Quando godi e gioisci nella ricerca del benessere fisico, mantieni alte anche convinzione e motivazione.

Poco è Meglio di Niente

L’altro ieri un sacco di impegni di lavoro ti hanno eroso il tempo a disposizione per il tuo allenamento. Avevi in programma una sessione di un’ora e invece ti è rimasta a disposizione solo mezz’ora. Che fare? Alla luce di questo scenario, come motivarsi nel tuo allenamento? Il focus spesso è tutto. Ecco perché ti invitiamo a non adottare una visione “o tutto o niente”. Questa modalità di approccio al movimento è indubbiamente un ostacolo al mantenimento della tua motivazione ad alti livelli. Siamo consapevoli che tra mezz’ora e un’ora di movimento c’è differenza, ma al tempo stesso scegliere di concentrarti sul fatto che nonostante tu avessi poco tempo sei comunque riuscito ad allenarti è un passo in avanti verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Mi accetto, mi motivo

Gli imprevisti, oltre al Monopoli, esistono anche nella quotidianità. Accettarlo è un passo necessario. Chi è motivato al 100% ogni giorno? Quando vedi che avvengono imprevisti o senti che non è giornata, resta solo una cosa da fare: dedica del tempo a te stesso. Ferma sul nascere certe vocine che vorrebbero farti sentire una cattiva persona o inadatta: non lo sei. A patto che accetti l’ineluttabilità delle “giornate no”. Passeranno in fretta, con la giusta applicazione. Una delle chiavi della motivazione è proprio questa: la serena accettazione delle difficoltà.

Apriti al mondo

Cambiare approccio per cercarne uno più affine e divertente significa aver compreso l’importanza della sperimentazione, che in fin dei conti fa parte del processo più ampio legato alla motivazione. Nuovi approcci significano nuovi stimoli. Coraggio e nuovi stimoli sono il sale per caricarti ancora di più in vista dei risultati che vuoi raggiungere. Come motivarsi poi, dipende tutto da te. Alcuni esempi sull’importanza della sperimentazione? Intervalla attività differenti, come ad esempio personal training e nuoto, bici e corsa.

Occhi sull’obiettivo

Quando senti che la tua motivazione sta per scemare, scendere o diminuire, fai un semplice esercizio: richiama alla memoria il tuo perché iniziale. Ripensa all’obiettivo e rifletti se era posto nel modo giusto, allineato con i tuoi valori. Se riscontri congruenza e coerenza con quello che avevi definito in precedenza, sarai facilmente in grado di andare oltre i problemi e le difficoltà, concentrandoti sul tuo vero obiettivo.

Conclusione

Proprio per trovare la motivazione, innestare cambiamenti e iniziare nuove abitudini nella propria vita è stato pensato il primo workshop Show del 2022.

Con la presentazione di “Domani Mi Muovo – L’inizio”, la seconda fatica opera letteraria dell’accoppiata Roberto Travan ed Annalisa Dorbolò, sei di fronte ad un progetto innovativo basato su una nuova cultura del movimento, dedicato a chi vuole recuperare la forma fisica dopo un periodo di inattività dovuto a infortunio, malattia o sedentarietà. Noi di Show Club sosteniamo questo libro utile a muoversi e coerente con il metodo delle 3F, quello con cui ti alleni ogni giorno all’interno dei nostri centri.

Quante volte ti sei ripromesso “Basta, ora si cambia”? Quante volte ti sei detto che da domani inizierai a muoverti? Da domani mi muovo è un aiuto concreto per ritrovare energia, ritornare in forma e guardare alla vita in modo nuovo. In poche parole, per tradurre in realtà il buon proposito “da gennaio si cambia!”

Appuntamento il 31 gennaio all’interno della sede di Via Cappelli 20 a Padova e il 1 febbraio nel club Show della Ghirada di Treviso a partire dalle 21:00 fino alle 22:30. Per entrambi i workshop l’opportunità, oltre che da vivo, di assistere all’evento anche online in diretta streaming.

Sei già cliente Break?

ABBIAMO UNA BELLA NOTIZIA PER TE!

Avrai la possibilità di convertire i tuoi allenamenti in sessioni di Virtual Group Training!

Una soluzione rapida, efficace, ancora più sicura per continuare il tuo percorso direttamente da casa, senza pagare servizi in più.

Clicca sul tasto arancione qui sotto e ti contatteremo al più presto per fornirti tutti i dettagli per accompagnarti nel mondo di Show Virtual Group Training!

Prossimamente sugli schermi Show una sorpresa per te!

Fantastico!

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