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Ginocchio del corridore: che cos’è e come si cura?

#Performance
  • Ginocchio del corridore
  • Cos’è la bandelletta ileotibiale
  • Come si cura ?
Ti è mai capitato, durante la corsa, di provare un dolore alla parte esterna del ginocchio che inizialmente non ti sembrava acuto ma che, con l’aumentare dei chilometri, è cresciuto di intensità e si è ridotto solo al termine dell’allenamento, a riposo? Se ti è successo, potresti aver avuto un affaticamento della bandelletta ileotibiale, sindrome anche nota come “ginocchio del corridore”.
Si tratta di un infortunio che accade a molti corridori e si manifesta quando un Runner inizia a spingere un po’ di più, provando ad aumentare velocità e distanze, andando così a stressare oltremodo l’articolazione. Quando il sovraccarico è ancora limitato, non si avverte subito il dolore e questo fatto può trarre in inganno anche i Runner più esperti che continuano nel loro allenamento incuranti del fastidio, salvo poi, dopo un certo numero di chilometri, iniziare a percepire un dolore acuto, sempre più intenso, nella parte esterna del ginocchio che li costringe a fermarsi e camminare.
COS’È?

La benderella (o bandelletta) ileotibiale è il tendine comune di due muscoli, il grande gluteo e il muscolo tensore della fascia lata. La sua funzione è quella di rendere stabile la componente antero-laterale del ginocchio. Come detto in precedenza, il dolore alla parte esterna del ginocchio, nelle fasi iniziali dello sforzo, non è acuto ma si manifesta solo dopo un certo numero di chilometri divenendo via via sempre più forte. Alcuni Runner hanno la sensazione che il ginocchio sia bloccato, questo perché il dolore si accentua quando la bandelletta passa sopra il condilo femorale laterale, ossia, in altri termini, quando il ginocchio, flettendosi, forma un arco di circa 30 gradi. Il dolore si attenua una volta a riposo ma, se non curata adeguatamente, l’infiammazione può aggravarsi e il dolore può persistere anche a distanza dall’allenamento provocando difficoltà nella flessione della gamba. La diagnosi di sindrome della bandelletta ileotibiale avviene attraverso un esame obiettivo che evidenzi dolori alla pressopalpazione nella zona del seno tarsale. Raramente si ricorre ad esami radiologici.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Tra le cause che portano alla infiammazione della bandelletta, vi sono sia fattori anatomici sia fattori sportivi. In particolare, tra le cause legate all’anatomia della persona possiamo ricordare: il ginocchio valgo, il piede pronato, l’epicondilo femorale pronunciato e, anche se molto spesso poco considerato, il sovrappeso. I fattori sportivi invece sono legati all’intensificazione e alla modifica degli allenamenti, alla corsa con pendenze positive e negative, a lunghi percorsi.Recenti studi scientifici rivelano che questo tipo di infortunio possa anche dipendere da una debolezza dei muscoli delle anche che, interferendo con la biomeccanica della corsa, possono portare ad un sovraccarico del ginocchio.

COME SI CURA

Per uscire dalla fase acuta è consigliabile il riposo assoluto per un periodo che varia, a seconda della gravità dell’infiammazione, tra le 2 e le 4 settimane, associato a crioterapia. Tuttavia il riposo da solo non è sufficiente a risolvere il problema perché l’infiammazione è spesso dovuta, come detto, alla debolezza dei muscoli che supportano il ginocchio. Risulta importante affidarsi ad esperti che identifichino eventuali aree di debolezza muscolare, creando un percorso di potenziamento personalizzato che riguardi tutti i muscoli coinvolti nella meccanica dell’articolazione del ginocchio.

Inoltre è importante analizzare la tecnica di corsa per risolvere eventuali problemi posturali.

1. Fibrolisi polpaccio sinistro con roll mat (supino).
2. Fibrolisi pelvici trocanterici sinistro con pallina
.
3. Stretching dinamico quadricipite bicipite femorale destro (decubito laterale sinistro).

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